C'è qualcosa di delizioso nello scrivere le prime parola di una storia. Non sai mai dove ti porteranno. - Beatrix Potter
Ahi, Ahi, Ahi... Lo so, lo so, sono stata assente tanto, troppo. Non sono stata dietro questo blog per troppo tempo ma non è facile. Ho anche pensato di chiuderlo, perché non sapevo se fossi capace di continuare a tenerlo aperto per via dei tanti impegni.
Come state? Io ho come un blocco. No, non il blocco dello scrittore, continuo ancora a scrivere poesie. Però ecco, il mio blocco riguarda i sentimenti: le mie ultime poesie sono mono-tema. Vuoi il periodo che sto passando, vuoi le difficoltà generali, ma il tono delle mie opere sta diventando troppo triste, solitario, sofferente. Che alla fine è quello che provo però vorrei tanto uscire da questa spirale grigia, eppure non riesco. Ho provato a uscirne da sola, cosa che non è mai la strada giusta, poiché raramente ce la si fa, ma ho anche provato ad appoggiarmi alla persona a cui tenevo - tengo... - ma evidentemente egli non è interessato a supportarmi. Passerà? Ma sì!
Ho sempre amato scrivere, riuscivo a lasciarmi andare solo così e dopo che posavo la penna mi sentivo meglio. Mi sono approcciata alla poesia solo da un anno, quando dopo una litigata con il mio ragazzo sentivo il bisogno di cacciare le mie emozioni; così nacque la mia prima poesia, Calendule. Parla di me e di lui, della nostra storia, della nostra speranza per il futuro. Questo è quello che c'è nelle mie poesie: i miei sentimenti, io. Troverete il mio mondo in esse e sono sicura che in alcune di esse molti si rispecchieranno. Passate a leggere il libro e fatemi sapere nella sezione commenti di wattpad se vi piace o cosa ne pensate di questa idea.
https://www.wattpad.com/story/260384564
Eppure cadiamo felici
«La vita che ci capita è la vita che ci capita. Lo so che ci sono centinaia di teorie sul destino, o sul Karma, o sulla giustizia divina. Aristotele, Hegel, perfino Schopenhauer, in fondo, erano tutti convinti che ci fosse un disegno preciso, un bello schema prestabilito di concatenazione di cause ed effetti. La mia idea è che sia tutta quanta, sempre, solo una questione di culo.
Per essere felici bisogna eliminare due cose: il timore di un male futuro e il ricordo di un
male passato; questo non ci riguarda più, quello non ci riguarda ancora.
- Seneca, Lettere a Lucilio.
Eppure resta
che qualcosa è accaduto, forse un niente
che è tutto.- Eugenio Montale, Xenia II, 13
Parola
Non esiste ormai cultura che ignori l'esistenza della scrittura e tuttavia, anche dove la scrittura è estremamente diffusa, la comunicazione ordinaria si svolge per lo più in forma orale. D'altra parte non ci rendiamo conto di quanto la comunicazione orale sia condizionata dalla scrittura. Essa ci influenza nel senso che il modo con il quale ci esprimiamo è guidato da un pensiero che si fonda sulla sua interiorizzazione. Le culture come la nostra, in cui vi è una scrittura diffusa, sono dette culture "a oralità ristretta". Fino a non molto tempo fa esistevano ancora le società a "oralità primaria", cioè società che non conoscevano alcuna forma di scrittura. Oggi non esistono più società a "oralità primaria". Infatti, anche laddove l'ignoranza dell'alfabeto scritto è ancora particolarmente diffusa, la scrittura esercita la sua influenza attraverso leggi, regolamenti, disposizioni. La scrittura esercita una sorta di "imperialismo" sulla parola.
