CURIOSITA'

Macchina da scrivere

La storia della macchina da scrivere ha origini molto incerte e confuse. Il più remoto tentativo di cui si ha conoscenza, risale al 1575. Un tipografo italiano, Francesco Rampazetto, progettò un congegno meccanico con caratteri in rilievo che permetteva ai ciechi di comunicare tra loro. Piero Conti nel 1823 realizzò il "tacheografo" - derivante dal greco, il cui significato è "che scrive velocemente". Si trattava di un dispositivo capace di scrivere manovrando su una apposita tastiera. Pietro Conti affermò che la sua macchina "scriveva velocemente e chiaramente per tutti, anche per quelli che avevano problemi di vista". La portò in Francia, la brevettò, fece una dimostrazione all'Accademia delle Scienze di Parigi. Lì venne testata, approvata e acquistata per 600 franchi. Di questa macchina rimangono soltanto delle descrizioni. Successivamente Giuseppe Ravizza nel 1846 costruì un "cembalo scrivano" - chiamato così perché il suo meccanismo si basava su quello del pianoforte (Un suo modello è conservato al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano.), permetteva di scrivere premendo dei tasti rubati ad un cembalo; era costruita essenzialmente in legno e costituisce il prototipo di tutte le macchine per scrivere. 
Un sistema di blocchetti in legno, come un pianoforte, costituivano i tasti, che battuti dall'operatore sollevavano delle aste che a loro volta muovevano delle leve, disposte lungo un cerchio, che portavano ad una estremità le lettere da imprimere sulla carte premendo su un nastro inchiostrato. Un sistema di ruote consentiva il movimento di avanzamento per formare la riga ed un altro sistema faceva avanzare la carta. La storia del cembalo scrivano è stata documentata da Ravizza stesso in un diario di 371 pagine che va dal marzo 1856 al giugno 1885. Nel suo diario scrive: «Infine nell'anno 1832 il Sig. Pietro Conti da Cilavegna mi riferiva avere lui fatto l'invenzione di una macchina (il tachigrafo) mediante la quale toccando i tasti di una tastiera alfabetica, restavano scritti in una carta acchiusa le corrispondenti lettere, ottenendosi così una scrittura più celere e più bella della scrittura ordinaria». Un altro poco conosciuto artista italiano nel 1830 Celestino Galli di Carrù costruì un 'Potenografo meccanico'. Pare che questa fosse una macchina con tasti corrispondenti alle lettere dell'alfabeto sistemate su due cerchi concentrici. Il carattere veniva impresso sulla carta che era avvolta attorno ad un rullo. Galli portò la sua macchina in Inghilterra dove fu ricevuta con grande interesse, come mostra questo passo di un articolo del "The Times" del 27 giugno 1831."Recentemente un meccanismo molto ingegnoso è stato inventato da un giovane signore di nome Galli. Questo oggetto ci permette di scrivere più velocemente rispetto ad ogni sistema di scrittura a mano fino ad ora conosciuto, oppure rispetto alla velocità con la quale un oratore può parlare. Ma questo non è tutto. Si possono ottenere contemporaneamente molte copie di un discorso, scritto in modo leggibile ..." 
Tra il 1864 e il 1869 Peter Mitterhofer costruì cinque modelli di macchine da scrivere, di cui, i primi due furono in legno. Curiosamente il sistema era simile a quello di Ravizza, solo le dimensioni di tutta l'incastellatura, del cerchio a cui le leve dei caratteri sono incernierate, alla lunghezza delle stesse leve, era più grande. A differenza della macchina di Ravizza che batteva i caratteri su un foglio di carta piano, Mitterhofer realizzò un rullo posizionato in modo che il carattere battesse sulla carta che si avvolgeva sul rullo stesso.
Ma fu Christopher Latham Sholes a studiare una macchina con una disposizione dei tasti che fosse molto più funzionale, in modo che le leve dei caratteri utilizzati non fossero in contatto tra di loro. Nacque così una tastiera con un ordine delle lettere non molto diverso da quello che conosciamo noi oggi. 
La macchina da scrivere è stata uno strumento che ha rivoluzionato il mondo e che ha portato, dopo secoli, alla nascita delle tastiere che tutti conosciamo oggi. 

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